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Assicurare un prestito: le polizze a tutela del credito e le novità in materia di trasparenza

Articolo aggiornato il 06-09-2012 alle 10:21

Quando si richiede un prestito è possibile stipulare delle polizze assicurative che tutelino il richiedente in caso non possa far fronte alla restituzione. Il "decreto liberalizzazioni" varato dal Governo e i conseguenti regolamenti attuativi emanati dall’Isvap introducono delle novità per aumentare i livelli di concorrenza e trasparenza nel settore delle assicurazioni sui prestiti. Di seguito vedremo cosa sono e come funzionano le polizze sui prestiti e le principali novità introdotte in materia.
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 Assicurazioni prestiti personali: cosa sono e quando sono obbligatorie
 
Le polizze a copertura del credito, conosciute anche  come CPI (credit protection insurance), tutelano cliente e istituto erogante dal rischio di insolvenza legato ad eventi quali decesso, perdita dell’impiego, inabilità temporanea o permanente. Al verificarsi di questi eventi l’assicurazione copre, in tutto o in parte, il saldo delle rate. Le principali polizze associate ai prestiti personali sono la polizza rischio vita e quella rischio impiego. Nel primo caso, nell’eventualità di morte del debitore, l’assicurazione provvede a saldare alla banca la parte residua del prestito, senza rivalersi sui familiari. Il rischio impiego invece tutela il debitore in caso di perdita del posto di lavoro. In questa circostanza l’assicurazione versa alla banca o alla finanziaria le rate non saldate (come nel rischio vita, il beneficiario è chi eroga il prestito), ma ha diritto di rivalersi sull’assicurato. Tranne il caso della cessione del quinto dello stipendio in cui è richiesta la stipula di polizze contro il rischio vita e rischio impiego, in tutti gli altri casi non è obbligatorio assicurare i prestiti, anche se è fortemente consigliato dagli istituti eroganti. In alcuni casi, soprattutto per importi elevati o soggetti considerati “a rischio” (ad esempio lavoratori precari), la stipula di una polizza è ritenuta da banche e finanziarie condizione obbligatoria per la concessione di un prestito. 
 
Polizze prestiti: la nuova normativa dell’Isvap
 
A volte sono gli stessi istituti eroganti a proporre formule assicurative per il finanziamento, offrendo i propri pacchetti assicurativi o quelli di compagnie convenzionate. Tale comportamento è stato limitato dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISAVP), che con il regolamento n. 40 del 3 maggio 2012 recante le norme per i contenuti minimi dei contratti di assicurazione sulla vita, ha introdotto delle novità per incrementare la trasparenza e la concorrenza nel settore delle assicurazioni sui prestiti così come stabilito dal decreto liberalizzazioni (decreto legge 24 gennaio 2012). L’art. 2 del regolamento 40 dell’Isvap, in materia di informativa all’assicurato, recita:
 
“Qualora le banche e gli intermediari finanziari condizionino l’erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita forniscono al cliente, all’avvio delle trattative per la concessione del mutuo immobiliare o del credito al consumo, informativa scritta sui contenuti minimi del contratto di assicurazione (...) informandolo che può ricercare sul mercato, entro un periodo non inferiore a 10 giorni lavorativi dalla consegna del preventivo (…) un contratto di assicurazione sulla vita che soddisfi i predetti contenuti, ovvero preveda condizioni di maggiore favore per il cliente stesso, e che tale contratto sarà accettato dalla banca o dall’intermediario finanziario senza variare le condizioni offerte per l’erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo”.
 
In sostanza, quando banche e società finanziarie obbligano a stipulare un’assicurazione a copertura del finanziamento, sono tenute ad informare il cliente della possibilità di trovare e scegliere liberamente l’assicurazione più conveniente, senza per questo alterare le condizioni del prestito. D'altra parte, il regolamento nasce proprio dalla necessità di uniformare i contenuti dei preventivi delle assicurazioni sulla vita per renderne più agevole la comparazione. Già in precedenza, con il provvedimento 2946, entrato in vigore nell'aprile 2012, lo stesso Isvap ha tentato di sanare un annoso conflitto di interesse, più volte rimarcato dalle associazioni dei consumatori, vietando a banche e finanziarie di essere contemporaneamente erogatori del prestito e beneficiari o vincolatari delle assicurazioni ad esso collegate. Un passo, quello dell'Isvap, compiuto dopo aver riscontrato che le provvigioni dei canali finanziari per polizze connesse ai prestiti sono nettamente più alte (in media il 44% con punte del 79%), rispetto al 20% percepito dalle agenzie.
L'ultimo adempimento in termini cronologici riguarda le imprese che vendono polizze vita connesse a crediti al consumo o mutui: in attuazione del già citato regolamento 40 dell'Isvap, per rendere più agevole la comparazione tra diverse offerte, dal 1° settembre 2012 tali imprese dovranno obbligatoriamente offrire un servizio di preventivo gratuito on line sul proprio sito web.
 
Conviene stipulare un’assicurazione sul prestito?
 
Stipulare un assicurazione sul prestito può rappresentare una indubbia garanzia contro il rischio di non riuscire a far fronte alla restituzione con tutte le conseguenze che ne derivano, soprattutto nel caso di importi consistenti. Il rovescio della medaglia è rappresentato dall’onere che va ad aggiungersi sulla rata e che può incidere  notevolmente. La soluzione migliore, in teoria resa anche più semplice dalle nuove disposizioni in materia di trasparenza, resta sempre quella di valutare caso per caso e vagliare diverse alternative per poter scegliere il preventivo più conveniente ed adatto alla nostra situazione. 
 
Per un approfondimento sulla normativa relativa alle assicurazioni di prestiti e mutui consigliamo di leggere anche “Polizze assicurative CPI: nuove regole per favorire concorrenza e trasparenza”.
 
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