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Finanziare l'ospitalità: agevolazioni e contributi per aprire un B&B

Articolo aggiornato il 25-09-2012 alle 16:11

Il bed and breakfast è una forma di ospitalità che riscuote sempre di più il gradimento dei viaggiatori. Visto dalla parte dei gestori, aprire un B&B può essere un modo per incrementare le entrate familiari, qualora si voglia e si possa adibire una parte della propria abitazione all'accoglienza turistica. Un modo, oltretutto, relativamente semplice dal punto di vista amministrativo e contabile. Vediamo quali sono le normative che regolano l'apertura di un bed and breakfast e alcune forme di finanziamento a cui si può ricorrere per avviare l'attività, prestando attenzione alla distinzione tra B&B familiari e imprenditoriali.
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Quella del B&B è una tipologia di accoglienza a gestione familiare in un'abitazione privata nella quale si risiede o si dimora abitualmente. L'attività dei bed and breakfast è regolata da apposite leggi regionali; ogni regione ha la propria specifica normativa che disciplina i requisiti di un'abitazione adibita a B&B: numero e metratura delle stanze, numero massimo dei posti letto, requisiti minimi dei servizi offerti. Un elenco completo delle leggi regionali e della legge quadro del turismo a cui tutte si ispirano (la n. 135 del 29 marzo 2001) si può trovare sul sito bedandbreakfastmania, nella sezione dedicata alla normativa nazionale per l'apertura di un bed and breakfast. Tra i requisiti comuni a tutte le leggi rientrano: il carattere saltuario dell'attività, che deve essere interrotta per un certo numero di giorni non consecutivi (in genere 90) durante l'anno; il possesso del certificato di abitabilità e di conformità di tutti gli impianti alle norme vigenti in materia; il rispetto delle regole igieniche per la pulizia e il cambio biancheria; la colazione composta da prodotti confezionati e quindi non manipolati dal gestore. Una volta che si possiedono questi requisiti, gli adempimenti burocratici per aprire un B&B sono piuttosto semplici: basta consegnare al comune pertinenza la dichiarazione di inizio attività, la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Sulla documentazione da allegare e gli adempimenti specifici è bene far sempre riferimento alla legge regionale. 

Finanziamenti per aprire un B&B
 
Prima di parlare di finanziamenti e contributi per l'apertura di un B&B è doverosa una precisazione. Il nuovo codice del turismo (decreto Legislativo n. 79 del 23 maggio 2011) distingue tra i bed and breakfast a carattere familiare e quelli a carattere imprenditoriale. I primi, che il decreto classifica tra le strutture ricettive extralberghiere, sono allestiti presso la residenza o dimora del gestore, sono a conduzione familiare, non necessitano di partita IVA e non sono considerati attività imprenditoriali. I bed and breakfast a carattere imprenditoriale sono invece imprese a tutti gli effetti, inserite nel codice del turismo tra le strutture ricettive paralberghiere, insieme ai motel, villaggi-albergo, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi, residenze d`epoca alberghiere, residenze della salute-beauty farm (art. 9).
La prima tipologia di B&B, quella a conduzione familiare, per la sua natura è esclusa dagli incentivi e finanziamenti alle imprese. Questo non impedisce però ai proprietari di avvalersi dei benefici per la ristrutturazione della propria abitazione.
I B&B gestiti in maniera imprenditoriale possono invece ricorrere ai benefici previsti per le nuove imprese. Un'opportunità sono gli incentivi di Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, rivolti all'autoimpiego e all'autoimprenditorialità. Con autoimpiego ci si riferisce all'avvio di piccole attività da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione, attività per cui vengono concessi contributi a fondo perduto e mutui agevolati, per accedere ai quali bisogna presentare la domanda corredata dal piano di impresa. L'autoimprenditorialità riguarda invece la creazione di nuove imprese o l'ampliamento di quelle già esistenti gestite da giovani dai 18 ai 35 anni. I progetti di impresa possono riguardare, tra le altre cose, la fornitura di servizi nei settori del turismo, per un investimento non superiore ai 516.000 euro. Altre possibilità di finanziamento provengono dalla legge 488/92 che prevede contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati per le imprese che operano nei settori dell'industria, turismo e commercio nelle aree svantaggiate. Infine, quando sussistono i requisiti, si può ricorrere alle agevolazioni riservate all'imprenditoria femminile. Come stabilisce la legge 215/92, infatti, tra le aziende che hanno diritto a richiedere i finanziamenti agevolati, rientrano anche quelle che operano nel settore turistico. 
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