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Fondi strutturali europei: 30 miliardi all'Italia nel piano 2014-2020

Finanziamenti europei: ecco la ripartizione dei fondi strutturali 2014-2020

Articolo aggiornato il 24-02-2014 alle 17:08

Circa 30 miliardi di euro destinati alle Regioni italiane, più un miliardo per lo sviluppo delle aree metropolitane del Paese. Privilegiate le grandi opere infrastrutturali, l'innovazione tecnologica delle Pmi e la crescita dell'occupazione. Vediamo come il Governo ha stabilito di gestire le risorse dei fondi strutturali europei per il periodo 2014-2020.
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Per la ripartizione delle risorse dei fondi strutturali 2014-2020, il Governo ha quantificato l'entità dei contributi alle singole Regioni, cui si aggiungerà un pari investimento da parte delle amministrazioni locali. Obiettivi prioritari del Governo saranno in questo periodo gli interventi infrastrutturali, soprattutto nei settori ambiente e trasporti. Le risorse saranno più concentrate rispetto agli anni passati: agli obiettivi ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione e competitività delle piccole e medie imprese è destinato il 37% delle risorse, mentre per la promozione dell’occupazione è destinato il 14%, con un incremento del 4,1% rispetto al ciclo di programmazione precedente.

Ripartizione dei fondi 2014-2020: forti aumenti per Lombardia e Basilicata
Tra le Regioni che riceveranno più risorse, in termini assoluti, ci sono ancora quelle del Mezzogiorno (soprattutto Sicilia, Campania e Puglia), facenti parte del gruppo delle "Regioni meno sviluppate". All'interno di questo gruppo, a cui andranno complessivamente circa 22 miliardi, spicca anche la Basilicata, che avrà un forte incremento di risorse rispetto al periodo precedente. Poco più di un miliardo andrà alle "Regioni in transizione" (Abruzzo, Molise e Sardegna); il resto, circa 7,5 miliardi, se lo divideranno le "Regioni più sviluppate", tra cui la Lombardia spicca per la maggiore differenza in positivo rispetto al 2007-2013.

Il rilancio delle città metropolitane
Nella nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 a ciascuna città del Sud andranno dagli 80 ai 100 milioni, mentre a quelle del Centro-Nord e della Sardegna dai 35 ai 40 milioni. Obiettivi prioritari dei Sindaci saranno l'inclusione sociale, aumento della mobilità sostenibile, riduzione dei consumi energetici, diffusione di servizi digitali. Insomma: interventi strutturali finalizzati alla creazione di Smart cities, in un progetto a cui verranno chiamate ad avere un ruolo anche le amministrazioni regionali.

Il ruolo del Governo e dell'Agenzia Nazionale per la Coesione Territoriale
Per superare i rilevanti problemi attuativi di queste politiche, che hanno interessato in passato tutti i livelli istituzionali, centrali e regionali, pur con differenze significative, si prevede inoltre per la gestione dei fondi strutturali europei 2014-2020 una notevole riduzione del numero dei programmi operativi e del numero di azioni da perseguire. I programmi diventano più operativi. Non più solo documenti generali di orientamento: dovranno indicare ciò che si farà, definendo con precisione i risultati attesi, le azioni per perseguirli e i tempi necessari.

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