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Come mettersi in proprio: lo strumento del finanziamento per il lavoro autonomo

Articolo aggiornato il 03-06-2014 alle 09:46

Un'opportunità per sostenere la creazione di impresa è lo strumento del finanziamento per il lavoro autonomo. Parliamo di uno dei finanziamenti gestiti da Invitalia e previsti dal dal D.Lgs 185/2000, approfondendo i requisiti previsti per i giovani imprenditori, per il piano di impresa, il sistema di incentivi ed il ruolo di Invitalia nel campo dei finanziamenti
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I requisiti dei giovani imprenditori
Agevolare chi voglia investire su sè stesso mettendosi in proprio è l'obiettivo che anima la riforma degli incentivi per i giovani imprenditori, nella consapevolezza che le banche tendono a non concedere prestiti, in una situazione di disoccupazione.   
Il finanziamento per il lavoro autonomo è lo strumento introdotto dal D.Lgs 185/2000, nel titolo II - Autoimpiego. La legge finanzia i progetti di impresa fondati su una forte competenza del beneficiario, non ponendo limiti al settore in cui l'impresa può essere classificata: produzione di beni, fornitura di servizi e commercio sono ammissibili, ad eccezione dei cosiddetti "settori esclusi", secondo la definizione del CIPE e delle disposizioni comunitarie. Ecco alcuni esempi: produzione primaria di prodotti agricoli (allegato I del Trattato CE), pesca e acquacoltura. 
Per accedere agli incentivi, i giovani imprenditori devono avviare una nuova attività imprenditoriale sotto forma di ditte individuali, programmando un investimento non superiore a 25.823 euro, purchè siano maggiorenni, non siano occupati (alla data di presentazione della domanda) ed abbiano la residenza nel territorio nazionale (alla data del 1 gennaio 2000 oppure da almeno sei mesi alla data di presentazione della domanda). La costituzione della ditta individuale dovrà avvenire dopo la presentazione della domanda e dovrà prevedere la sede legale e operativa dell'attività in Italia e dovrà essere esercitata per almeno 5 anni. Gli incentivi sono concedibili nei territori di cui ai nuovi obiettivi 1 e 2 dei programmi comunitari, nelle aree ammesse alla deroga, del Trattato di Roma, come modificato dal Trattato di Amsterdam, nonche' nelle aree svantaggiate di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 14 marzo 1995.
 
Il piano di impresa
I giovani che vogliano beneficiare dei finanziamenti, devono programmare un piano di impresa che tenga conto dei seguenti costi ammissibili:
per l’investimento: attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti; beni immateriali a utilità pluriennale; ristrutturazione di immobili, entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti. 
per la gestione: materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo; utenze e canoni di locazione per immobili; oneri finanziari (con l'esclusione degli interessi del mutuo agevolato); prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati. 
Gli investimenti programmati potranno essere coperti da un finanziamento a fondo perduto e a tasso agevolato, nella misura del 100%.
 
Il sistema di incentivi 
nel programmare l'investimento e la gestione della nuova attività, i beneficiari avranno a disposizione finanziamenti a fondo perduto e mutuo agevolato, che saranno concessi ed erogate nel rispetto delle seguenti regole di funzionamento:
1- il finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti è pari al 50% del totale delle agevolazioni finanziarie concedibili, e non può superare l'importo di 15.494 euro.
2- il tasso di interesse è pari al 30% del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto di finanziamento in base alla normativa comunitaria.
3- il finanziamento a tasso agevolato è restituibile in cinque anni, con rate trimestrali costanti posticipate.
4- il contributo a fondo perduto per gli investimenti è pari alla differenza tra gli investimenti (ritenuti ammissibili) e l'importo del finanziamento a tasso agevolato.
5- il contributo a fondo perduto per le spese di gestione del 1° anno non può superare l'ammontare massimo di 5.164,57 euro.
 
Il ruolo di Invitalia nella gestione dello strumento di finanziamento per il lavoro autonomo
Il punto di riferimento per la gestione di questo strumento di finanziamento per il lavoro autonomo è Invitalia (ex Sviluppo Italia), agenzia governativa italiana, che si occupa del sistema di incentivi per i giovani imprenditori ed anche questa misura. Ad essa è delegata la valutazione, fornendo al tempo stesso supporto ed assistenza con le seguenti modalità:
- una guida online
- seminari informativi
- servizio di informazione e orientamento presso le sedi territoriali
- assistenza e tutoring
- un servizio di posta elettronica sulla casella info@invitalia.it 
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davide sorrentino Scrive:
23/09/2013

che tipo di sovvvenzioni si possono ottenere nella regione toscana per l'apertura di una pizzeria avendo tutti i requisiti per il prodotto a taglio o a posti a sedere. Rientra nei progetti turismo? ed è finanziabile fino a che età?


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