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legge 40 2007

Mutui e Decreto Bersani: la Legge 40 del 2007

In questa pagina una sintesi delle novità apportate alla disciplina dei mutui dal decreto Bersani, convertito nella Legge numero 40 del 2 aprile 2007. Di seguito riportiamo il testo degli articoli 7 e 8, che prevedono il divieto di clausole penali a carico del mutuatario in caso di estinzione anticipata del mutuo e introducono il concetto di portabilità dell’ipoteca.

Mutui e Decreto Bersani: la Legge 40 del 2007 Collegamenti sponsorizzati

Legge 40 2007 – Divieto di penali per l’anticipata estinzione del mutuo
Secondo la Legge 40 del 2007, che ha recepito e in parte modificato il decreto Bersani del 31 gennaio 2007, è vietata l'applicazione di penali o oneri di alcun tipo per l’anticipata estinzione dei mutui, sia essa totale o parziale. I mutuatari possono dunque estinguere il mutuo, vendendo l'immobile ipotecato e pagando così il debito rimanente. Oppure possono decidere, senza alcun onere o penale, un’estinzione parziale, versando una somma più alta della normale rata annua in conto capitale: questa parziale estinzione va a ridurre il debito residuo, e il mutuante è tenuto a ricalcolare la rata di conseguenza, in base alle stesse linee generali di pagamento già concordate (interesse, durata, rata, tipologia di tasso). Quindi l'anticipata estinzione va ridurre l'importo delle rate, lasciando inalterato numero di rate da pagare.
Le clausole contrattuali che prevedano una penale o diversi oneri per l'anticipata estinzione sono nulle per i mutui accesi dopo l'entrata in vigore del decreto. Rimangono in vigore per i contratti di mutuo stipulati in data antecedente.
La legge finanziaria del 2008 ha stabilito che tale diritto permane anche in caso di accollo del mutuo. L'anticipata estinzione parziale non obbliga l'istituto di credito ad abbreviare la durata del mutuo. Il cliente potrebbe utilizzare le somme versate alla banca per ottenere una rata più bassa senza cambiare la durata, oppure, a parità di rata, abbreviare la durata del mutuo. Questa seconda opzione richiede di stipulare un nuovo mutuo e delle spese accessorie.

Legge 40 2007 –  Surrogazione del mutuo e Rinegoziazione
La legge 40 del 2007 afferma inoltre il principio per cui è nulla ogni pattuizione, all'atto della stipulazione o successiva al mutuo, che ostacoli in qualche modo l'esercizio del diritto legittimo di surrogazione del mutuo ex art. 1202 del codice civile. La Legge 40 2007 introduce poi una novità per l'esercizio della surrogazione: la portabilità dell'ipoteca. In precedenza, era necessario cancellare l'ipoteca e, estinto il vecchio mutuo, iscrivere una nuova ipoteca con l'istituto di credito subentrante. Con le nuove norme non è necessario cancellare l'ipoteca: nel contratto relativo al mutuo viene infatti operato un cambio di attore, annotando la banca subentrante. Le spese della nuova istruttoria, perizia e ogni altro onere sono a carico della banca subentrante. La surroga è finalizzata alla portabilità dell'ipoteca, e ha valore fra istituti di credito differenti. La banca non può autosurrogarsi per l'applicazione del Decreto Bersani. Nulla vieta alla banca di cambiare le condizioni contrattuali in modo più favorevole al cliente, stipulando una rinegoziazione del contratto di mutuo con il consenso scritto di entrambe le parti. La surroga e il confronto di preventivi di altre banche è anche un'opportunità per ottenere una rinegoziazione e condizioni migliorative dal propri istituto di credito. Per una panoramica sulle possibilità offerte dal mercato visitate la nostra pagina Sostituzione Mutuo.
 

Legge 40 2007 - Il testo degli articoli 7 e 8
A titolo informativo si riporta uno stralcio del Decreto Legge, convertito poi nella Legge n.40 del 2007, disponibile sul sito del Parlamento Italiano:

Legge 2 aprile 2007, n. 40
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese"
 
Art. 7.
Estinzione anticipata dei mutui immobiliari divieto di clausole penali

1. E' nullo qualunque patto, anche posteriore alla conclusione del contratto, ivi incluse le clausole penali, con cui si convenga che il mutuatario, che richieda l'estinzione anticipata o parziale di un contratto di mutuo per l'acquisto o per la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche, sia tenuto ad una determinata prestazione a favore del soggetto mutuante.

2. Le clausole apposte in violazione del divieto di cui al comma 1 sono nulle di diritto e non comportano la nullità del contratto.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano ai contratti di mutuo stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

4. (Soppresso).

5. L'Associazione bancaria italiana e le associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale, ai sensi dell'articolo 137 del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, definiscono, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regole generali di riconduzione ad equità dei contratti di mutuo in essere mediante, in particolare, la determinazione della misura massima dell'importo della penale dovuta per il caso di estinzione anticipata o parziale del mutuo.

6. In caso di mancato raggiungimento dell'accordo di cui al comma 5, la misura della penale idonea alla riconduzione ad equità è stabilita entro trenta giorni dalla Banca d'Italia e costituisce norma imperativa ai sensi dell'articolo 1419, secondo comma, del codice civile ai fini della rinegoziazione dei contratti di mutuo in essere.

7. In ogni caso i soggetti mutuanti non possono rifiutare la rinegoziazione dei contratti di mutuo stipulati prima della data di entrata in vigore del presente decreto, nei casi in cui il debitore proponga la riduzione dell'importo della penale entro i limiti stabiliti ai sensi dei commi 5 e 6.

Art. 8.
Portabilità del mutuo; surrogazione

1. In caso di mutuo, apertura di credito od altri contratti di finanziamento da parte di intermediari bancari e finanziari, la non esigibilità del credito o la pattuizione di un termine a favore del creditore non preclude al debitore l'esercizio della facoltà di cui all'articolo 1202 del codice civile.

2. Nell'ipotesi di surrogazione ai sensi del comma 1, il mutuante surrogato subentra nelle garanzie accessorie, personali e reali, al credito surrogato. L'annotamento di surrogazione può essere richiesto al conservatore senza formalità, allegando copia autentica dell'atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata.

3. E' nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l'esercizio della facoltà di surrogazione di cui al comma 1. La nullità del patto non comporta la nullità del contratto.

4. La surrogazione per volontà del debitore di cui al presente articolo non comporta il venir meno dei benefici fiscali.

4-bis. Nell'ipotesi di cui al comma 2 non si applicano l'imposta sostitutiva di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, né le imposte indicate nell'articolo 15 del medesimo decreto.

4-ter. All'onere derivante dall'attuazione del comma 4-bis, valutato in 2,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2007, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2009, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2007, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a 2,5 milioni di euro per l'anno 2007 e a decorrere dall'anno 2009, l'accantonamento relativo al medesimo Ministero e, quanto a 2,5 milioni di euro per l'anno 2008, l'accantonamento relativo al Ministero della solidarieta' sociale.

4-quater. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri derivanti dall'applicazione del comma 4-bis, anche ai fini dell'applicazione dell'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, e trasmette alle Camere, corredati da apposite relazioni, gli eventuali decreti emanati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della citata legge n. 468 del 1978. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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giovanni Scrive:
06/04/2014

il rifiuto del prolungamento ammortamento di altri 60 mesi di un mutuo rientra nelle violazioni della legge 40/2007?


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