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Il microcredito di prossimità: dagli enti locali ai quartieri la dimensione territoriale della finanza etica

Articolo aggiornato il 31-07-2012 alle 13:04

Il modello di credito solidale alla base del microcredito è diffuso non solo a livello internazionale, per l’emersione dalla povertà dei paesi in via di sviluppo, ma anche a livello locale con i progetti messi in campo dagli enti territoriali. Accanto a questi progetti alcune associazioni hanno ideato delle forme di microcredito sociale tra gli abitanti di uno stesso quartiere. Vediamo degli esempi.
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Uno degli strumenti che consentono l’accesso al prestito a fasce sociali tradizionalmente considerate più “deboli” è il microcredito, una forma di finanziamento che tiene conto non solo degli aspetti economici, ma anche personali e sociali di un prestito, visto come mezzo di crescita della persona. Molti enti locali, comuni, regioni e province, hanno scoperto il valore del microcredito per lo sviluppo economico delle persone e del territorio e periodicamente promuovono progetti per garantire l’accesso agevolato al credito. Un’altra tendenza relativamente recente si fonda, invece, sulle relazioni di prossimità: in molti quartieri cittadini sono infatti nati, grazie all’attività di alcune associazioni, fondi di garanzia pensati per sostenere persone particolarmente indigenti che vivono nello stesso quartiere. Questa forma di solidarietà, basata sulla rete delle relazioni sociali in cui un individuo è inserito, si richiama molto da vicino alla forma originaria di microcredito attuata da Yunus, il “banchiere dei poveri”, fondatore della forma moderna del microcredito.
 
Progetti per il microcredito degli enti locali
 
Sono molti gli enti locali impegnati in progetti di microcredito. La Regione Sicilia, ad esempio, ha un programma per il microcredito alle famiglie, una forma di prestito agevolato reso possibile dalla costituzione di un fondo di garanzia, il fondo etico, che la regione mette a garanzia dei prestiti presso le banche aderenti. Possono usufruirne le famiglie in difficoltà economiche per un ammontare massimo del prestito di 6.000 euro (il prestito si può eventualmente rinnovare, ma l’ammontare complessivo non può superare i 25.000 euro). La presenza di un fondo di garanzia, limitando fortemente i rischi di mancata restituzione, fa sì che le banche aderenti possano applicare tassi d’interesse vantaggiosi. Anche la Regione Lazio, tramite l’Assessorato al Bilancio, la società Sviluppo Lazio e in collaborazione con il credito cooperativo di Roma, ha attivato un Fondo per il microcredito riservato a microimprese, persone fisiche con difficoltà di accesso al credito bancario ordinario, ex detenuti e conviventi di detenuti. Tutte le informazioni sul fondo possono essere richieste al numero verde 800.264.525 o tramite e-mail all’indirizzo microcredito@agenziasviluppolazio.it.
Per verificare la disponibilità di fondi nella propria regione, provincia o comune, è opportuno controllare periodicamente i siti web istituzionali.

Il microcredito di prossimità: progetti nelle città e nei quartieri

La solidarietà come principio nelle relazioni di una comunità è alla base del Fondo Essere, il fondo di aiuto sociale costituito in un quartiere di Firenze e riservato alle persone più indigenti per “la soddisfazione di bisogni di carattere sanitario, socio sanitario o esclusivamente sociale, specifici, straordinari e documentabili” (art. 2 regolamento del fondo). E’ riservato ai residenti del quartiere 4 di Firenze e l’importo erogabile massimo è di 2.500 euro, elevabile a 5.000 solo in casi eccezionali per promuovere attività economiche d’impresa. Per richiedere un prestito ad Essere si può contattare una delle associazioni che gestisce il fondo, l’elenco è disponibile sul sito web, così come sul sito si trovano le informazioni per chi vuole aderire al fondo come donatore. Sempre a Firenze è attiva anche un’altra iniziativa, il Fondo Etico delle Piagge, una forma di sostegno fra abitanti dello stesso quartiere della periferia fiorentina. A Bologna e provincia opera Micro.Bo, associazione nata per promuovere la conoscenza e la diffusione del microcredito e della microfinanza, impegnata nell’attività di divulgazione, di ricerca e di sviluppo di progetti. Uno di essi è il microcredito d’emergenza, attuato a partire dal 2007 in collaborazione con Emilbanca, pensato per far fronte a piccole spese ben determinate come pagamento delle bollette, spese condominiali, formazione professionale, ecc. Può accedervi chi risiede a Bologna o nei comuni che aderiscono al progetto da almeno un anno. L’elenco completo delle spese ammesse al credito, quello dei comuni aderenti all’iniziativa e i contatti si trovano sul sito di web dell’associazione. Il sito web di Micro.bo, nella sezione “link”, riporta un cartina interattiva della micro finanza in Italia, molto utile per verificare la presenza di operatori nella propria regione. 
Per conoscere tutte le iniziative per il microcredito in Italia si può consultare il portale dell’ente nazionale per il microcredito.
 
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