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Polizze assicurative CPI: nuove regole per favorire concorrenza e trasparenza
Articolo aggiornato il 28-06-2012 alle 12:59
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Da anni le associazioni di consumatori denunciano gli abusi degli istituti bancari rispetto al rapporto tra le polizze CPI, a copertura di un mutuo, e l'erogazione del finanziamento stesso. Una serie di norme firmate da Governo e ISVAP, pienamente in vigore dal 1 luglio, sembrano introdurre importanti novità in fatto di concorrenza e maggiore trasparenza.
Le polizze CPI, Credit Protection Insurance, sono contratti assicurativi legati alla stipula di un mutuo, che servono ad offrire copertura nel caso in cui il debitore si trovi in difficoltà ad onorare il debito. Gli eventi coperti da questo tipo di assicurazioni sono, ovviamente, il decesso, per malattia o infortunio, invalidità totale, permanente e temporanea, perdita di impiego involontaria e ricovero ospedaliero. Quando si contratta un mutuo con un istituto di credito, è la banca stessa a proporre al richiedente di stipulare una polizza assicurativa di questo tipo, ma lo strumento rimane, o dovrebbe rimanere, facoltativo.
Il fatto che diciamo che le polizze CPI dovrebbero essere, ma non sono, facoltative, ci introduce alla prima anomalia di un meccanismo che sulla carta dovrebbe tutelare il debitore ma che, almeno fino all'introduzione delle nuove regole che vedremo di seguito, finiva con il favorire gli interessi della banca creditrice. Gli istituti di credito infatti, quasi sempre, vincolano l'erogazione del mutuo alla stipula del contratto assicurativo, a volte in maniera palese, altre volte promettendo sconti su costi legati al finanziamento o riduzioni sullo spread. Di fatto, poi, nonostante il contraente sia libero di stipulare polizze con gruppi assicurativi esterni alla banca a cui chiede il mutuo, gli istituti hanno sempre "caldeggiato" i contratti con agenzie assicurative collegate o convenzionate con il proprio gruppo bancario, incassando il premio assicurativo o parte di esso come intermediari, e, nel caso in cui questo venga rateizzato, sommando gli interessi a quelli del finanziamento. In pratica in molti casi le banche fungevano da intermediari per la compagnia assicurativa e allo stesso tempo anche da beneficiari, in palese conflitto d'interesse.
Le associazioni dei consumatori da anni denunciavano questa pratica delle banche come "vessatoria" nei confronti di chi chiede di accendere un mutuo, alla fine Antitrust e ISVAP, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private, hanno dato loro ragione riconoscendo che il processo non era nè trasparente, nè rispettoso dei principi di libera concorrenza sul mercato. Il risultato è stato che nel giro di pochi mesi governo e authority delle assicurazioni hanno messo in campo una serie di norme che dovrebbero ridurre significativamente gli abusi legati alle polizze CPI. Ecco, di seguito, i provvedimenti in questione:
Il fatto che diciamo che le polizze CPI dovrebbero essere, ma non sono, facoltative, ci introduce alla prima anomalia di un meccanismo che sulla carta dovrebbe tutelare il debitore ma che, almeno fino all'introduzione delle nuove regole che vedremo di seguito, finiva con il favorire gli interessi della banca creditrice. Gli istituti di credito infatti, quasi sempre, vincolano l'erogazione del mutuo alla stipula del contratto assicurativo, a volte in maniera palese, altre volte promettendo sconti su costi legati al finanziamento o riduzioni sullo spread. Di fatto, poi, nonostante il contraente sia libero di stipulare polizze con gruppi assicurativi esterni alla banca a cui chiede il mutuo, gli istituti hanno sempre "caldeggiato" i contratti con agenzie assicurative collegate o convenzionate con il proprio gruppo bancario, incassando il premio assicurativo o parte di esso come intermediari, e, nel caso in cui questo venga rateizzato, sommando gli interessi a quelli del finanziamento. In pratica in molti casi le banche fungevano da intermediari per la compagnia assicurativa e allo stesso tempo anche da beneficiari, in palese conflitto d'interesse.
Le associazioni dei consumatori da anni denunciavano questa pratica delle banche come "vessatoria" nei confronti di chi chiede di accendere un mutuo, alla fine Antitrust e ISVAP, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private, hanno dato loro ragione riconoscendo che il processo non era nè trasparente, nè rispettoso dei principi di libera concorrenza sul mercato. Il risultato è stato che nel giro di pochi mesi governo e authority delle assicurazioni hanno messo in campo una serie di norme che dovrebbero ridurre significativamente gli abusi legati alle polizze CPI. Ecco, di seguito, i provvedimenti in questione:
1 - Decreto Salva Italia, nella parte dedicata alle assicurazioni, Articolo 36bis: « considerata scorretta la pratica commerciale di chi, ai fini della stipula di un mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario».
2 - Decreto sulle liberalizzazioni, legge 24 gennaio 2012, in materia di assicurazioni, all'Art. 38: «Gli intermediari, se condizionano l'erogazione del mutuo alla stipula di un'assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi».
3 - Provvedimento 2946 dell'Isvap, in vigore dal 2 aprile: vieta a banche e altri intermediari finanziari che erogano mutui di essere intermediari e beneficiari di una polizza assicurativa sui mutui.
Le norme saranno pienamente effettive dal 1 Luglio, con l'entrata in vigore, salvo slittamenti, del Regolamento n.40 emanato dall'ISVAP il 3 maggio 2012.
Sintetizzando quindi, le banche, se vorranno far stipulare ai propri clienti polizze CPI a copertura del mutuo, dovranno presentare loro almeno due preventivi di gruppi assicurativi esterni o comunque non collegati al gruppo bancario e non potranno assumere il duplice ruolo di intermediari e beneficiari della polizza. Considerato quanto detto sopra ci sembra che l'intervento di Governo, Antitrust e ISVAP possano effettivamente migliorare il grado di trasparenza nel rapporto tra banche e assicurazioni favorendo l'interesse dei consumatori. Su un punto tuttavia associazioni e osservatori economici si dimostrano ancora scontenti, ovvero l'effettivo carattere accessorio dell'assicurazione rispetto alla stipula di un mutuo, pur non essendo obbligatoria, come abbiamo già detto, pare che le banche possano ancora vincolare l'erogazione del finanziamento alla stipula della polizza...purchè rispettino le regole di trasparenza di cui sopra.
Sintetizzando quindi, le banche, se vorranno far stipulare ai propri clienti polizze CPI a copertura del mutuo, dovranno presentare loro almeno due preventivi di gruppi assicurativi esterni o comunque non collegati al gruppo bancario e non potranno assumere il duplice ruolo di intermediari e beneficiari della polizza. Considerato quanto detto sopra ci sembra che l'intervento di Governo, Antitrust e ISVAP possano effettivamente migliorare il grado di trasparenza nel rapporto tra banche e assicurazioni favorendo l'interesse dei consumatori. Su un punto tuttavia associazioni e osservatori economici si dimostrano ancora scontenti, ovvero l'effettivo carattere accessorio dell'assicurazione rispetto alla stipula di un mutuo, pur non essendo obbligatoria, come abbiamo già detto, pare che le banche possano ancora vincolare l'erogazione del finanziamento alla stipula della polizza...purchè rispettino le regole di trasparenza di cui sopra.
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