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Prestiti ai lavoratori precari. Un’impresa possibile?

Articolo aggiornato il 27-09-2013 alle 16:32

Ottenere prestiti se si è lavoratori precari o atipici può essere un’operazione complicata e spesso frustrante, ma non impossibile. Qualche speranza dunque per chi ha contratti di collaborazione, di consulenza, di lavoro occasionale. Vediamo come si possono ottenere prestiti anche senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
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Per chi non ha un lavoro a tempo indeterminato la richiesta di un prestito può rivelarsi una corsa a ostacoli. Lo dimostra anche una recente inchiesta di Altroconsumo, nella quale un lavoratore con contratto annuale si vede negare un prestito o porre condizioni decisamente scoraggianti per ottenerlo (richiesta di un garante, copertura assicurativa troppo alta), sia da parte di banche che di finanziarie. Eppure le forme di lavoro a termine sono sempre meno “atipiche” se si considera che l’ultimo rapporto Ocse (luglio 2012) evidenzia che in Italia un giovane su due è precario, mentre per gli ultimi dati Istat disponibili (giugno 2012) la tendenza al lavoro precario riguarda fasce d’età sempre più ampie, coinvolgendo anche i meno giovani over 34. Dati non certo incoraggianti, che forse dovrebbero far riflettere chi eroga prestiti e portare al ripensamento delle politiche nei confronti dei lavori con contratti non stabili. Tuttavia ci sono dei fattori che possono agevolare l’accesso al credito anche per queste categorie di lavoratori, fattori in fondo simili a quelli richiesti per ottenere finanziamenti senza busta paga.
Il primo e più classico consiste nel ricorrere ad un garante con un reddito stabile che possa impegnarsi ad assicurare il prestito oppure nel dimostrare di avere fonti di reddito alternative o immobili di proprietà. Nel caso in cui ciò non fosse possibile, si può scegliere di stipulare un’assicurazione a copertura del rischio di perdita del lavoro. Per qualche istituto questa è una condizione obbligatoria, ma è importante sottolineare che può portare ad un innalzamento notevole della rata. Infine, per valutare se accettare o meno una richiesta di prestito, le banche possono tener conto anche della storia personale del cliente (durata del rapporto con l’istituto di credito, assenza di scoperti, ecc.).
 
Banche e finanziarie: soluzioni per il prestito a lavoratori precari
La banca Intesa Sanpaolo ha di recente lanciato un nuovo prestito dedicato a finanziare i progetti e le piccole spese di giovani con contratto atipico. Si chiama prestito Super Flash ed è rivolto ai giovani tra i 18 e 35 anni non ancora compiuti, senza lavoro fisso, ma che abbiano lavorato almeno 18 mesi negli ultimi due anni e siano lavoratori al momento in cui presentano la domanda. L’ammontare del prestito richiedibile va dai 2.000 ai 30.000 euro, da restituire in un periodo da due a sei anni, a cui va aggiunto il preammortamento, cioè il periodo che intercorre tra l’erogazione del prestito e la data di decorrenza della prima rata. Il tasso di interesse è fisso e il rimborso avviene tramite addebito su conto corrente, ma non è obbligatorio aprire un conto in una filiale Intesa Sanpaolo, va bene il conto corrente presso qualsiasi banca. Per richiedere il prestito è necessario presentare le ultime buste paga o dichiarazioni dei redditi. Trattandosi di prestito personale e non finalizzato, non bisogna presentare nessun preventivo di spesa, ma comunque bisogna sapere che il prestito è destinato esclusivamente a finanziare spese personali o familiari, quindi non spese per l’attività professionale e imprenditoriale e per i beni immobili. Un’opzione associata al prestito Super Flash è il “Posticipo Rata” che, se si è in regola con i pagamenti e si sono già pagate almeno 12 rate mensili, consente di posticipare alcune rate del rimborso (al massimo una l’anno) senza aumentare gli interessi.
Anche alcune finanziarie accettano di erogare prestiti a lavoratori precari con contratti atipici. Una di queste è Directafin, che prevede prestiti per lavoratori con contratto a progetto, a tempo determinato, di apprendistato e in generale a tutte le categorie di lavoratori atipici. La rata e il tasso di interesse sono fissi e non ci sono spese per l’istruttoria della pratica, l’unico limite è l’importo massimo erogabile, fissato a 5.000 euro. 
 
Fondi di enti locali per garantire il prestito ai precari
Una soluzione per garantire l’accesso al credito anche a quelle persone che hanno tradizionalmente più difficoltà in questo ambito è offerta dagli enti locali i quali, tramite accordi con istituti bancari, mettono a disposizione appositi fondi di garanzia. Un esempio recente è offerto dal Bando progetto microcredito del comune di Milano. Anche la regione Friuli Venezia Giulia ha lanciato un progetto rivolto specificamente ai lavoratori precari: l’accesso al microcredito per lavoratori precari. Molte istituzioni locali intraprendono iniziative di questo tipo, perciò è bene tenersi aggiornati consultando i siti web della propria regione, provincia o comune per verificare la disponibilità di questi fondi.

E per gli interinali? Il prestito Ebitemp
I lavoratori interinali, cioè quei lavoratori che hanno contratti con le agenzie di somministrazione del lavoro, possono ricorrere al prestito di Ebitemp, l’ente bilaterale nazionale per il lavoro temporaneo. Di Ebitemp fanno parte sia le agenzie per il lavoro in somministrazione (interinale) che le organizzazioni sindacali, al fine di tutelare i lavoratori interinali. Attraverso un fondo attivato in collaborazione con la banca Monte dei Paschi di Siena, Ebitemp eroga ai lavoratori interinali piccoli prestiti dell’importo massimo di 10.000 euro. Tutte le condizioni si trovano sul sito di Ebitemp nella sezione dedicata al prestito personale per i lavoratori interinali.
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