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Il social lending: i prestiti tra privati

Cos’è il social lending, modalità di credito che sta diffondendosi rapidamente anche in italia. Il social lending è il prestito tra privati senza intermediazione bancaria o di finanziarie. Le caratteristiche e le modalità di accesso a questa forma di prestito che sta sostituendo, in molti casi, il classico prestito proposta da banche o istituti creditizi. Vantaggi e svantaggi (pochi) di questa forma di prestito.
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In un periodo in cui le richieste di prestiti sta diminuendo contestualmente alla crisi economica che avanza, nascono molte domande sul perché di tutto ciò e il social lending è una delle risposte al quesito. I prestiti da banche e finanziarie sono sempre più difficili da ottenere in quanto garanzie e tassi sono sempre più alti e i richiedenti sempre di più. È in questo contesto che si inserisce il social lending, il credito tra privati. Questa forma creditizia ha avuto un lungo periodo di incubazione in Italia per le rimostranze della Banca d’Italia che, forse spaventata da questa nuova dinamica del mercato, ha inizialmente (2007) bloccato il social lending ritenendolo illegale. In realtà, i prestiti tra privati non sono mai stati illegali e, anzi, sono regolati in Italia per legge e i contratti stipulati tra privati cittadini, per un prestito o un credito, hanno da sempre valore di legge. Dopo circa 2 anni, nel 2009 quindi, il social lending è ufficialmente stato riconosciuto dalla Banca d’Italia e la sua diffusione sta aumentando rapidamente.

Come funziona ll social lending
Social lending significa letteralmente “prestito sociale”. Il concetto trainante si basa sul far incontrare chi ha liquidità a disposizione con chi ne necessita, sempre in modo privato e senza intermediazioni di sorta. Solitamente questa forma creditizia è offerta online e attualmente esistono, anche in Italia, due grandi realtà che operano in questo settore. La prima Zopa.it, portale estero entrato nel mercato italiano circa due anni fa e il secondo è Boober.it (attualmente sospeso per ristrutturazione e messa in regola con le nuove normative). Ambedue i siti offrono lo stesso servizio con delle piccolissime variazioni sul trattamento. In generale il social lending ha successo poiché, la non presenza di intermediari, permette al privato di concedere prestiti a tassi d’interesse più bassi e con modalità regolate da legge. I siti come Zopa non fanno altro che dare spazio a coloro i quali cercano o offrono prestiti. Le dinamiche sono piuttosto semplici. Ci si iscrive al sito e si forniscono dati e intenzioni (prestare denaro o riceverlo), successivamente, viene assegnato all’iscritto un “rating”, un punteggio, che serve a dare la prima iniziale garanzia alle parti. Il sito cerca subito di stabilire se il creditore ha effettivamente a disposizione denaro e se il richiedente offre realmente garanzie sul rimborso dello stesso. La cosa da comprendere subito è che non si è lasciati in balia di se stessi o di terzi di cui si ignora, inizialmente, la conoscenza ma si è tutelati in vari modi dai siti di riferimento. Sarebbe impensabile, che due “estranei” si prestino denaro “sulla parola”. Questi operatori, infatti, fanno stipulare un contratto tra le parti che ha valore di legge come in una qualunque altra forma di prestito. Si avranno, quindi, le stesse tutele di un credito o di un prestito fatto in banca con la differenza che i tassi imposti saranno notevolmente più bassi rispetto ad un istituto di credito. La successiva domanda riguarda il guadagno dei siti che operano nel settore. Il guadagno sta in piccole commissioni fisse imposte sia al creditore che al debitore. In conclusione, per ulteriori approfondimenti, vi rimandiamo ad un articolo del portale che si occupa di social lending e di un operatore in particolare: prestiti tra privati.
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