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Crisi e mutui: Il tasso variabile conviene, ma con prudenza

Articolo aggiornato il 05-07-2012 alle 11:21

 La crisi dell'eurozona e le aspettative poco incoraggianti sui tempi della ripresa, influenzano il mercato dei mutui... non soltanto negativamente! Il tasso variabile, di questi tempi, conviene... ma la prudenza, vista la schizofrenia dei mercati, è d'obbligo!
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Come era prevedibile, la crisi economica ha investito anche il mercato dei mutui. Per usare degli eufemismi, le banche sono prudenti e gli italiani timorosi. Il risultato è che nei primi 4 mesi del 2012, la domanda è calata del 46% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente in cui, per inciso, erano già in forte calo. Eppure a volerci trovare un lato positivo, in questo generale "sprofondo", bisogna ammettere che, proprio per effetto della crisi e per l'incertezza sui tempi della ripresa, i mutui a tasso variabile sono diventati particolarmente convenienti. 
 
Come è noto il tasso variabile è agganciato all' Euribor, ovvero al tasso di interesse medio con il quale le maggiori banche europee si scambiano denaro. I continui tagli della BCE sugli interessi che la banca centrale applica al prestito di denaro agli istituti di credito europei, contribuiscono al ribasso dell'indice.
I mutui a tasso fisso, invece, sono agganciati all' Eurirs, indice che tiene conto dell'interesse medio applicato dalle banche agli Swap a copertura del rischio di interesse. In pratica si basa sul prezzo che le banche fanno pagare per accollarsi il rischio di una rata fissa negli anni ed è evidente che, in tempi di crisi nera, questo prezzo tende a salire e così pure il tasso fisso. 
Il confronto tra i migliori tassi sul mercato evidenzia il gap tra variabili e fissi. Il miglior Taeg (tasso che comprende interessi e spese accessorie) per un variabile è attorno al 3,75%, mentre per il fisso si attesta attorno al 5,73%, praticamente 2 punti percentuali di differenza. Tradotto in denaro, significa che su un mutuo di 150 mila euro, in 25 anni, la differenza è di 100 euro al mese, ovvero 1200 euro all'anno!
Va poi considerato che già circolano voci, piuttosto fondate, sul fatto che Mario Draghi, presidente BCE, starebbe per annunciare un nuovo taglio sui tassi di interesse, forse, addirittura di 50 punti. Inoltre le previsioni sull'Euribor non lo danno in rialzo se non fra 3/4 anni, questo perchè, secondo le aspettative dei mercati, la crisi nell'eurozona non si risolverà in tempi brevi. Insomma il tasso variabile conviene, almeno in questo periodo di crisi, e in luglio potrebbe essere ulteriormente conveniente, tenendo conto che, per questo inizio estate, diversi gruppi bancari stanno proponendo interessanti offerte, a costi ridotti, per far ripartire il mercato dei mutui.

Difficile farsi prendere dall'entusiasmo quando si decide di accollarsi un debito, tuttavia, raccomandiamo prudenza, anche di fronte ad un tasso variabile così conveniente! Il consiglio, in questi casi, è sempre quello di valutare se il proprio reddito è in grado di sostenere, sin da ora, le rate di un mutuo fisso... per quanto lentamente, infatti, il variabile tenderà a salire, avvicinandosi al valore del tasso fisso. Calcolate dunque la rata sostenibile, a partire dal tasso fisso, sottraendo dal reddito familiare netto una quota di sussistenza (600 o 800 euro), la quota di altre rate per prestiti in corso, la quota per i figli a carico (200 euro a figlio) e dividete per 1,5. Se la rata che ottenete è alla vostra portata potrete sicuramente permettervi un mutuo... a tasso variabile!     
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